Diporto Nautico e Campi Boe



MINISTERO DELL'AMBIENTE E DELLA TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE - DECRETO 26 maggio 2009.

Regolamento di esecuzione ed organizzazione dell'Area Marina Protetta "Capo Rizzuto" (09A06978) (G.U. n. 157 9-7-2009 - Suppl. Ordinario n.105).

 

Articolo 14- Disciplina della navigazione da diporto

1.       Nell'area marina protetta non è consentito l'utilizzo di moto d'acqua o acquascooter e mezzi similari, la pratica dello sci nauticoe sport acquatici similari.

2.       Il transito delle moto d'acqua o acquascooter e mezzi similari nell'area marina protetta è consentito esclusivamente con rotta perpendicolare alla costa, al solo scopo di raggiungere l'area esterna all'area marina protetta medesima, con le seguenti modalità:

a.       in zona B, a velocità non superiore a 5 nodi;

b.      in zona C, a velocità non superiore a 5 nodi, entro la distanza di 300 m dalla costa, e a velocità non superiore a 10 nodi, oltre la distanza di 300 m dalla costa, sempre in assetto dislocante;

  1. Nell'area marina protetta non è consentita la navigazione alle navi da diporto.
  2. Nella zona A non è consentita la navigazione.
  3. Nelle zone B e C è consentita la libera navigazione a vela, a remi, a pedalio con propulsori elettrici;
  4. Nelle zone B è consentito l'accesso e la navigazione a motore ai natanti e alle imbarcazioni che attestino il possesso di uno dei seguenti requisiti di eco-compatibilità:
    1. unità dotate di casse per la raccolta dei liquami di scolo;
    2. motore conforme alla Direttiva 2003/44/CE relativamente alle emissioni gassose e acustiche (motori fuoribordo elettrici, motori entrobordo conformi alla direttiva, motori fuoribordo a 4 tempi benzina verde, motori  fuoribordo a 2 tempi ad iniezione diretta);
    3. utilizzo di vernici antivegetative a rilascio zero.

7.      Nelle zone B è consentito l'accesso alle imbarcazioni non in possesso dei requisiti di eco-compatibilità di cui al precedente comma 5, al solo fine di raggiungere, con rotta perpendicolare, le aree di ormeggio regolamentato.

8.      Nelle zone C è consentito l'accesso e la navigazione a motore ai natanti ed alle imbarcazioni.

9.      La navigazione a motore è consentita, nel rispetto delle disposizioni degli Uffici Circondariali Marittimi, con le seguenti modalità:

a.       in zona B, a velocità non superiore a 5 nodi;

b.      In zona C, a velocità non superiore a 5 nodi, entro la distanza di 300 m dalla costa, e a velocità non superiore a 10 nodi, oltre la distanza di 300 m dalla costa.

  1. Non è consentito lo scarico a mare di acque non depurate provenienti da sentine o da altri impianti dell'unità navale e di qualsiasi sostanza tossica o inquinante, nonché la discarica di rifiuti solidi o liquidi.
  2. Non è consentito l'uso improprio di impianti di diffusione della voce e di segnali acustici o sonori.

12.  L'Ente gestore può disciplinare, con successivo provvedimento, gli accessi ai punti di approdo e la distribuzione degli spazi attinenti, anche attrezzando idonei corridoi di atterraggio.

13.  Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le unità da diporto le disposizioni di cui al presente Regolamento e al decreto istitutivo dell'area marina protetta "Capo Rizzuto".

Articolo 15- Disciplina dell'attività di ormeggio

1.      In zona A non è consentito l'ormeggio.

2.      Nelle zone B e C l'ormeggio è consentito, ai natanti e alle imbarcazioni, nei siti individuati ed opportunamente attrezzati dall'Ente gestore.

3.      Nelle zone B e C non è consentito l'ormeggio delle unità da diporto ai gavitelli riservati alle immersioni subacquee.

4.      All'interno degli specchi acquei adibiti ai campi ormeggio

  1. non sono consentite le attività subacquee con o senza autorespiratore;
  2. non sono consentiti l'ancoraggio, la libera navigazione e la permanenza di unità navali non ormeggiate;
  3. l'ormeggio deve essere effettuato esclusivamente al gavitello preassegnato dall'Ente gestore;
  4. in caso di ormeggio non preassegnato, l'ormeggio deve essere effettuato esclusivamente ai gavitelli contrassegnati con la propria categoria di unità da diporto (natante, imbarcazione);
  5. ai gavitelli riservati ai natanti è consentito l'ormeggio di non più di 4 unità;
  6. ai gavitelli riservati alle imbarcazioni è consentito l'ormeggio di una sola unità;
  7. non è consentita ogni attività che rechi turbamento od ostacolo al buon funzionamento del campo di ormeggio.

5.      Con provvedimento dell'Ente gestore, possono essere individuati nelle zone B e C ulteriori specchi acquei adibiti a campo ormeggio per il diporto, posizionati compatibilmente con l'esigenza di tutela dei fondali, realizzati e segnalati in conformità alle direttive del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.

  1. Ai fini dell'ormeggio nell'area marina protetta, i soggetti interessati devono richiedere all'Ente gestore il rilascio dell'autorizzazione a fronte del versamento di un corrispettivo, commisurato
    • alla lunghezza fuori tutto dell'unità navale;
    • al possesso di requisiti di eco-compatibilità dell'unità navale di cui al  successivo comma 8;
    • alla durata della sosta.
  2. I corrispettivi dovuti per l'autorizzazione all'ormeggio nell'area marina protetta sono disposti secondo le modalità di cui al successivo articolo 29.
  3. Ai fini del rilascio delle autorizzazioni per l'ormeggio nell'area marina protetta, godono di titolo preferenziale e possono effettuare il pagamento delle relative tariffe in misura ridotta, secondo modalità e parametri definiti annualmente dall'Ente gestore, i proprietari di natanti e imbarcazioni che attestino il possesso di uno dei seguenti requisiti di eco-compatibilità:
    • unità dotate di casse per la raccolta dei liquami di scolo;
    • motore conforme alla Direttiva 2003/44/CE relativamente alle emissioni gassose e acustiche (motori entrobordo conformi alla direttiva, motori fuoribordo elettrici, a 4 tempi benzina verde, o a 2 tempi ad iniezione diretta);
    • utilizzo di vernici antivegetative a rilascio zero.
  4. Per motivi di sicurezza, manutenzione o esigenze di tutela ambientale, l'Ente Gestore può limitare l'accesso alle zone di ormeggio.

10.  Ai fini del rilascio dell'autorizzazione per l'ormeggio nell'area marina protetta, nel caso in cui il numero delle domande ecceda il limite delle autorizzazioni previsto dall'Ente gestore in base ad un regime di contingentamento, godono di titolo preferenziale i seguenti soggetti:

a.       i residenti nei comuni ricadenti nell'area marina protetta;

b.      i proprietari, gli usufruttuari, i locatari da oltre 5 anni di abitazioni nei Comuni ricadenti nell'area marina protetta, nonché i loro coniugi, conviventi e parenti entro il primo grado;

c.       i soggetti con unità navali a remi e a vela;      

d.       i proprietari di natanti e imbarcazioni che attestino il possesso di uno dei requisiti di eco-compatibilità di cui al precedente comma 8:

11.  Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le attività di ormeggio le disposizioni di cui al presente Regolamento e al decreto istitutivo dell'area marina protetta.

Articolo 16- Disciplina dell'attività di ancoraggio

1.       Nelle zone A l'ancoraggio non è consentito.

2.       Nelle zone B e C l'ancoraggio non è consentito nelle seguenti aree, opportunamente segnalate dall'Ente gestore:

a.       nelle aree particolarmente sensibili, caratterizzate da fondali di rilevante interesse ai fini della protezione ambientale in quanto ospitano praterie di Posidonia oceanica, altre fanerogame marine, coralligeno e altre biocenosi di pregio, individuate e monitorate dall'Ente gestore.

b.      nelle zone di balneazione, secondo le ordinanze della Capitaneria di Porto;

c.       all'interno e nelle immediate vicinanze delle aree adibite a campo ormeggio;

3.       Nella zona B l'ancoraggio è consentito sui fondali inerti al di fuori delle aree di cui al precedente comma 2, a natanti e imbarcazioni in possesso di uno dei requisiti di eco-compatibilità di cui al precedente articolo 17, comma 8.

4.       Nella zona C l'ancoraggio è consentito sui fondali sabbiosi inerti al di fuori delle aree di cui al precedente comma 2, a natanti e imbarcazioni, dalle ore 08.00 alle ore 20.00.

5.      Con provvedimento dell'Ente gestore, nelle zone B e C possono essere individuati, compatibilmente con l'esigenza di tutela dei fondali, gli specchi acquei ove è consentito l'ancoraggio ai sensi del precedente comma 4.

6.       Per tutte le discipline non esplicitate al presente articolo, valgono per le attività di ancoraggio le disposizioni di cui al presente Regolamento e al decreto istitutivo dell'area marina protetta.